Masters of Albion Early Access e la sua scommessa ibrida
Masters of Albion non è solo un ritorno al classico god game: è un esperimento sulla libertà sistemica in Early Access. Tra ambizione creativa e attrito tecnico, la sua proposta richiede una lettura strategica più che impulsiva.
Le prime due medaglie che sblocco nel god game Masters of Albion raccontano più di quanto sembri. La prima arriva per aver lanciato un lavoratore a oltre 25 metri con la mano incorporea della mia divinità; la seconda per aver ordinato alla fabbrica del villaggio di riempire le sue torte con ratti. Non è cattiveria: è la promessa di libertà del sistema —e i suoi rischi— applicata senza filtri.
Nel corso degli anni il genere dei «god game» ha ceduto terreno al fiorente mondo dei simulatori, ma Masters of Albion si colloca all’incrocio tra entrambi. Il tuo obiettivo iniziale è risollevare un piccolo insediamento dall’abbandono: ripristinarne l’economia, espanderti in Albion durante il giorno e proteggere i confini dalle minacce soprannaturali di notte. È simile a Manor Lords, ma con una presenza fisica: una mano fluttuante che può sollevare i villici, lanciare palle di fuoco, erigere edifici o spingere enormi rocce attraverso orde di zombi. È una sfumatura che cambia il tono del gioco: non solo gestisci,; agisci anche, e quelle azioni generano storie.
Dei antichi, strumenti moderni

Anche se possiedi poteri, gran parte del lavoro è amministrativo e di ricostruzione. Oakridge, il tuo punto di partenza, appare sulla mappa come una macchia di verde tra la nebbia: edifici smontati che aspettano di essere ricombinati, risorse che devono fluire a catena e decisioni economiche che, per quanto possano sembrare semplici, definiscono l’esperienza.
La creazione qui non è un’epifania divina: assomiglia più ad avviare un motore che a piantare un giardino. Le fattorie alimentano i mulini, i mulini alimentano le fabbriche; queste fabbriche ricevono ordini e tu scegli con quali ingredienti rispondere. A volte l’istruzione del cliente è vaga —un ordine di dolci con una certa preferenza— e la scelta ricade su di te: usare ingredienti costosi e mantenere la qualità, o tagliare i costi per massimizzare le risorse immediate? I prezzi cambiano, l’offerta si muove, e la stessa materia può passare da essere «economica e discreta» a «economica e dubbia» in un batter d’occhio.
È in quella tensione che il gioco brilla: ogni risparmio ha un costo implicito. Completare gli ordini non significa solo guadagnare monete; conferisce risorse per gli alberi di sblocco, e molti di quei percorsi potenziano la tua divinità — sebbene, per ottenere poteri più forti, tu debba raccogliere energia oscura strappata ai nemici caduti. Non si tratta di una progressione puramente lineare: ci sono decisioni tattiche su cosa investire quando il margine è ridotto.

Sono arrivato a sollevare il mio eroe in ragdoll e lanciarlo contro un muro ramificato
Man mano che il tuo dominio cresce, le esigenze cambiano. Mantenere Oakridge rifornita di armi e armature implica reclamare villaggi minerari vicini come Wyrmscar, il che a sua volta richiede eroi che si spingano oltre la nebbia. Gli eroi possono accettare missioni ed erigere piedistalli magici per recuperare territori, e possono anche essere posseduti: entri in terza persona e controlli il personaggio. È un’opzione curiosa: il combattimento non è profondo e, a volte, viverlo in prima persona diventa una distrazione rispetto alla visione macro. Ma mi piace che la scelta esista; parte del fascino è proprio quella libertà di interpretare il ruolo che preferisci.
Un fulmine dall’alto (e il conto tecnico)

Ci sono molti strumenti per difendere il tuo territorio quando cala la notte. Non c’è un timer diurno che ti costringa a correre —la giornata finisce quando sei pronto— ma gli assalti notturni possono essere devastanti: se la tua cripta subisce troppi danni, il gioco finisce.
Puoi anticipare da dove arriveranno gli attacchi, ma con l’avanzare delle minacce devi dividere l’attenzione. Le torrette e le mura aiutano a canalizzare i nemici, ma puoi costruire solo di giorno; la meccanica genera decisioni non immediate: preferisci fortificare ora un punto vulnerabile o risparmiare risorse per uno sblocco che renderà le tue difese più efficienti in futuro? In diverse partite ho finito per usare l’eroe come toppa improvvisata —sollevarlo e spingerlo contro una breccia nel muro— e questo parla della natura emergente del gioco: permette soluzioni grezze, divertenti e spesso poco eleganti.
Ma è bene dirlo chiaramente: siamo davanti a un Early Access imperfetto. La build attuale presenta bug e, cosa più preoccupante, problemi di prestazioni. Nella mia esperienza il gioco ha mostrato bassi framerate su hardware moderno (con cali sotto i 30 fps su una 5070, anche se su un’altra GPU come una 2080 girava fluidamente). Inoltre, la storia dello sviluppatore —22cans ha lasciato Godus incompiuto— impone prudenza: è ragionevole voler vedere aggiornamenti costanti prima di impegnarsi del tutto.
Ciò che è chiaro è l’ambizione: Masters of Albion unisce un carisma immediato a sistemi che già consentono decisioni interessanti. È sufficiente oggi? Dipende da cosa cerchi: se dai priorità alle idee e alla libertà creativa, ci sono motivi validi per entusiasmarsi; se ti aspetti rifinitura tecnica ed esperienza completa, forse vale la pena aspettare.




















